Partiti
da Pila siamo risaliti lungo la pista da sci de La Nouva fino
all’altezza del bar e da qui deviato a dx. lungo la poderale
arrivando, successivamente, agli alpeggi di Plan de l’Eyve
2.225 m. Da qui si punta all’evidente Col Chasèche (o Tza
Sèche) 2.815 m e si scende lungo il ripido pendio e la valletta
successiva, entrando – a mezza costa e più in alto possibile
– nel vallone di Arpisson.
Rimesse
le pelli, si sale verso il Col Garin 2.813 m., passando a sx.
del bivacco F. Nebbia; gli ultimi 50 m sono ripidi ed è più
conveniente salirli a piedi.
Dal colle si scende nel vallone d’Arbolle, deviando a dx. il
più in alto possibile. Si rimettono le pelli e si risale -
pressappoco lungo il tracciato del sentiero estivo – verso il
Pas des Trois Capucin (o colle dei tre cappuccini) 3.222 m.,
risalendo ancora, con gli sci ai piedi, per 50 m circa di
dislivello.
Messi gli sci sullo zaino, si procede lungo la cresta
sud-sud-est, arrivando in vetta al Mont Emilius 3.557 m.
Calzati
nuovamente gli sci, siamo scesi direttamente lungo l’evidente
ed ampio canale ad imbuto della parete Sud, per poi deviare a sx.
(per reperire il punto esatto, conviene esaminare attentamente
la linea di discesa durante la salita; pericolo di salti di
rocce!) lungo una ripida strettoia che sbuca in un ampio e
stupendo pendio. Abbiamo proseguito la discesa su neve
ottimamente trasformata lungo il lato dx. (verso di discesa)
della valle, costeggiando i contrafforti rocciosi (ed evitando
così di “spingere” lungo gli avallamenti e le leggere
salite), raggiungendo all’ultimo i pianori nei pressi del Lago
d’Arbolle e del rifugio che abbiamo lasciato abbondantemente
sulla dx.
Rimesse
per l’ultima volta le pelli agli sci, siamo saliti con una
lunga diagonale verso il Col de Chamolé 2.641 m, che abbiamo
raggiunto – negli ultimi 30/50 m – a piedi.
Ed infine l’ultima discesa lungo i ripidi e stupendi pendii
che sovrastano il lago di Chamolé. All’altezza di
quest’ultimo si reperisce il sentiero estivo (19c) che in
falso piano (qualche spinta qua e là porta alla stazione
di arrivo della seggiovia Chamolé e si rientra lungo le piste,
raggiungendo così La Nouva ed arrivando a Pila alla macchina.
Note:
Spesso si scendono o si attraversano pendii sostenuti: è quindi
una gita tipicamente primaverile che richiede neve assestata.
Vista l’esposizione favorevole, non sono necessari picca e
ramponi e nemmeno i rampant (o coltelli), per quanto sia
conveniente portarsi dietro quest’ultimi.
Relazione
di Stefano Pivot