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Percorrere
la pianeggiante strada poderale che costeggia la diga, arrivando
in 45’-1h al rifugio Prarayer. Qui si prosegue per 200 m circa,
svoltando a dx (segnaletica gialla) lungo il sentiero estivo che
permette, dopo una breve discesa, l’attraversamento del torrente
Buthier lungo un ponte in legno.
Qui
si svolta a dx. per 2-300 m. in falsopiano per poi risalire, lungo
le tracce di sentiero, il lariceto e la fastidiosa boschina di
ontani, entrando così nella valletta.
Si
prosegue in falsopiano (non salire) lungo il sentiero estivo
oppure, se la lunga diagonale è faticosa, scendendo nel centro
della valletta (occhio ai ponti di neve sul torrente).
Al
termine del falsopiano si devia nettamente verso dx. risalento una
conca che, man mano che si sale, diventa sempre più stretta.
Sopra il canalino, il panorama si amplia. Si segue sempre il
centro della valle lungo splendidi pianori per poi deviare
nettamente a sx. verso il passaggio più agevole per superare la
fascia rocciosa.
Ed
eccoci impegnati lungo il primo ripido traverso. A seguire, dopo
un altro pianoro (più breve), un altro ripido traverso
(pericoloso se il pendio è carico), che potrebbe far pensare di
essere nei pressi della cima. Raggiunti i pianori soprastanti lo
sguardo può finalmente spaziare sui pendii sommitali del DOME DE
CIAN e, a dx, sulla PUNTA TZAN.
NOTE: la boschina iniziale può essere molto faticosa. I pendii
pericolosi per le valanghe sono, suppergiù, i seguenti: pendii
sottostanti il canalino ed il canalino stesso; il primo traverso;
il secondo traverso; i pendii sommitali. Inoltre lungo la discesa
(giornata molto calda) abbiamo notato il distacco di alcune
valanghe,
che non sono
comunque mai arrivate al centro delle vallette.
Relazione
di Stefano Pivot
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