ROI DU SIAM M. 3.650 

via Petit Capoussin


 

Località di partenza: Punta Helbronner m. 3.462

Difficoltà: 6a obbl max 6c    300 m (Long/Vogler ; 1989)

Materiale necessario: una serie di friend (eventualmente uno grande per il diedro iniziale del 2° tiro; qualche doppio medio/piccolo se salite la fessura dell’8° tiro!), qualche dado, rinvii.

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Gran Capucin

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La via ha le soste spittate ed attrezzate per le calate e diversi spit e chiodi di progressione.
Il
1° tiro di 6a in un diedro friabile è solitamente evitato a sx con un tiro sul 3°/4° grado, andando a sostare in una comoda terrazza a dx (possibilità di salire con zaino e scarponi, cambiandosi comodamente al ritorno ed arrivando – con l’ultima doppia – oltre la terminale, già pronti per il rientro).
Il
2° tiro è lungo, bello, tecnico, delicato e – nella parte bassa - con quattro spit (3 lungo il traverso ascendente di placca). Si parte lungo un diedro per qualche metro, per poi iniziare un lungo traverso delicato su piccole tacchette (sfalsare le corde ed allungare i rinvii, perché il tiro è lungo), uscire da un risalto leggermente strapiombante (con un difficile ristabilimento), per poi continuare lungo un diedro (in parte chiodato).
S’inizia il
3° tiro con un traverso verso dx, si moschettona lo spit e si rientra a sx lungo la bellissima fessura/diedro (spit e chiodi nella parte bassa), tecnica, sprotetta nella parte alta.
Il
4° tiro è il più difficile: si supera un tetto (spit e chiodo provvidenziale 1,5 m sopra; eventuale facile A0), si sale lungo un diedro, poi si punta ad un evidente spit in alto a dx e si traversa (non troppo alti, rispetto allo spit; passaggio difficile) a dx, proseguendo poi in sosta.
Il
5° tiro è una facile e simpatica placca appoggiata protetta a spit.
Il
6° tiro ricerca le difficoltà (spit) della parete con un bel muretto finale.
Nel
7° tiro si sale senza percorso obbligato fino alla base del monolite finale.
L’
8° tiro (con il 2° sicuramente bellissimo) sale un’estetica e fotogenica fessura ascendente a sx. totalmente sprotetta (a parte una vecchia fettuccia su spuntone; c’è uno spit in alto, ma inutile perché fuori dalla linea della fessura), fino a sostare sullo spigolo (presente un cordino + integrazione con fettuccia e friend).
Con il
9°  tiro, si sale un diedro/tetto faticoso e delicato e si prosegue con percorso non obbligato fino alla vetta (in tutto il tiro la roccia è friabile); sosta su chiodi (mente la sosta di calata è sulla sommità del Roi du Siam, versante sud, due metri più in altro, ma più scomoda per recuperare il compagno).
E’ possibile evitare gli ultimi due tiri con un unico tiro più facile, passando dalla sosta 7 completamente a dx del monolite terminale; in questo caso non ci si ferma alla sosta 7 precedente, ma si prosegue a dx per 3 m e poi dritti fino alla nuova sosta. Per sveltire le operazioni di calata, consiglio di distendere le corde dalla seconda alla quarta calata; il terreno è appoggiato e le corde s’infilano dappertutto!

Relazione di Stefano Pivot

 

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