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Da
Aosta seguire la strada statale 26 per il Gran San Bernardo fino a
Variney, dove al bivio bisogna svoltare in direzione di Valpelline.
Risalire tutta la
vallata fino al termine della strada, alla diga di Placemoulin
(1.969 m.) dove si lascia l'automobile.
seguire
la sterrata che costeggia il lago e giungere al rif. Prarayer m.
2.005, proseguire sul sentiero stando sempre sulla parte sinistra
del vallone solcato dal torrente Buthier fino ad attraversarlo sotto
la seraccata del ghiacciaio Alto di Tsa de Tsan e salire sulla
morena che porta al rifugio Aosta
(2.781m 4 h).
Dal
rifugio si risale la morena sul lato destro orografico di quel ramo del ghiacciaio delle Grandes Murailles che scende fra la Tête de Valpelline ed i Rochers Silvano. Al termine della morena si perviene al ghiacciaio che si supera sulla destra salendo, a fianco dei contrafforti rocciosi della Tête de Valpelline (molto
crepacciato). Il pendio presenta inizialmente una pendenza moderata che poi aumenta decisamente, sino a quando non si raggiungono i pianori superiori del ghiacciaio delle Grandes
Murailles. Sulla sinistra salendo si trova, al termine della cresta rocciosa che scende dalla Tête de
Valpelline, un contrafforte roccioso che segue la linea di frontiera; alla sua destra ed alla sua sinistra si trovano, rispettivamente, il colle di Tiefenmatten Est ed il colle di Tiefenmatten Ovest. Si perviene al colle Est
m. 3.574 risalendo un canalino di sfasciumi attrezzato con corda fissa: da qui parte la cresta di Tiefenmatten alla Dent
d’Hérens.
Si segue la cresta rocciosa sul suo filo, superando anche un gendarme (nel complesso
II, con qualche passo di III). Al suo termine la crestina diventa più larga e si raccorda con il pendio nevoso che caratterizza la parete WNW della Dent
d’Hérens. Si risale il pendio nevoso sulle sua destra (salendo), nei pressi della cresta di frontiera, sino a quando non si incontrano le rocce sommatali. Si risalgono queste dapprima su placconate e poi lungo un diedro articolato (sono presenti 2 soste a
spit) grazie al quale si raggiunge l’aerea cresta sommitale. Percorrendola tutta si raggiunge la
cima m. 4.171. Nei tratti rocciosi della cresta l’itinerario corretto è indicato dalle rocce graffiate dai ramponi (se non c’è neve… ).
Il panorama è stupendo a 360°soprattutto sul vicino Cervino.
Discesa: lungo l’itinerario di salita
(e’ sconsigliabile la via normale poiché è molto pericolosa per scariche di sassi).
Note: salita eccezionale e panoramica, da non sottovalutare, su una bellissima montagna. L’esposizione è notevole in alcuni tratti, soprattutto sulla cresta
sommitale. I ghiacciai sono molto crepacciati.
Relazione
di Roberto Bonin
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