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Questa
montagna, sebbene situata geograficamente fuori dalla Valle
d'Aosta, e' stata inserita poiche' fa parte delle nostre
ascensioni e la consigliamo per il suo ambiente e fascino che
ricorda, seppur lontanamente, le montagne Hymalaiane.
Raggiungere
il centro turistico di Saint Moritz (Svizzera) e portarsi a Surley,
localita' di partenza della funivia del Corvatsch.
Dalla
stazione intermedia a m. 2.699 si segue la sterrata che, a
mezzacosta, percorre a semicerchio il vallone morenico del Murtel
portandosi sul versante opposto fino al Fuorcla Surley m. 2.755.
Dopo
aver scollinato si scende leggermente nel vallone e si segue il
sentiero che pianeggiante passa sotto al Piz Corvatsch fino a
incontrare il sentiero che sale da Pontresina.
Si
continua tra piani e saliscendi e in breve si raggiungono i pendii
morenici sottostanti il settore occidentale del Vadret da Roseg e
con un ultimo semicerchio verso sud est si raggiunge la Capanna J.
Coaz m. 2.610 (2 h 30).
Dal
rifugio imboccare il sentierino che in breve porta al ghiacciaio
Vadret da Roseg, calzare i ramponi e compiere un semicerchio in
direzione sud est badando bene ai crepacci fino a raggiungere una
dorsale (m. 3.057) che separa il Vadret da Roseg dal ghiacciaio
Vadret da la Sella.
Superare
questa zona molto crepacciata e dirigere alle pendici del Piz
Roseg ove si incontra un ripido pendio ghiacciato (m. 3.200);
rimontarlo
e imboccare un canalino di sfogo ghiacciato che porta alla spalla
del ghiacciaio sovrastante (caduta pietre) a m. 3.598.
Si
sbuca sull'ampia cresta Nord-Ovest e si puo' finalmente vedere il
Piz Bernina e la sua splendida cresta "biancograt";
si prosegue sulla destra fino a raggiungere l'ampio
crepaccio della terminale che si supera senza difficoltà
aggirandolo sulla destra, risalire il ripido pendio ghiacciato che
porta in breve in vetta all'anticima Nord-Ovest.
Abbassarsi
leggermente sulla sottostante insellatura nevosa e rimontare per
roccette facili ma instabili l'ultima rampa che porta in vetta (m.
3.937) 5 ore. Splendido il panorama che permette di vedere persino
il Monte Rosa.
Discesa:
ripercorrere l'itinerario di salita.
Note:
ascensione lunga ma non difficile, prestare attenzione
nell'attraversamento del ghiacciaio molto crepacciato e nel
percorrere il ripido canalino soggetto a caduta pietre.
Relazione
di Erik Rosazza
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