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Dal
parcheggio di Stafal, che si raggiunge risalendo l'intera valle di
Gressoney, prendere la cabinovia (il prezzo fa venire voglia di andare a
piedi!) che porta al Gabiet m. 2.357 dove si trova l'omonimo rifugio e
poco distante il posto tappa Lys.
Un'altra cabinovia
arriva fino al passo
dei Salati m. 2.936, dove il panorama
inizia a essere interessante.
Puntando
in direzione di punta Indren superare tratti
attrezzati con corde fisse che contornano lo Stolemberg e giungere in
breve alla stazione superiore della funivia di Alagna m. 3.260.
Dirigersi
a nord ovest e superare il ghiacciaio di Indren badando ad alcuni crepacci
che a stagione inoltrata possono dare fastidio, risalire poi una parete
rocciosa con l'ausilio di scalette
e corde fisse fino a giungere nei pressi di una croce da cui sono
visibili due rifugi.
Ora
scegliere se scendere al più piccolo ma confortevole e nuovo rifugio Mantova
m. 3.498 o attraversare il ghiacciaio di Garstelet e salire al più
grande ma vecchio e affollato rifugio Gnifetti m. 3.647 per passare la prima notte.
Dopo
un piccolo e freddo sonno si riparte, i colori dell'alba sono uno
spettacolo indescrivibile quasi quanto la bassa temperatura!. Mettere
piede sul ghiacciaio
del Lys, attraversare una zona crepacciata
e lasciarsi sulla destra prima la Piramide Vincent e poi il Balmenhorn e
giungere al colle
del Lys m. 4.224 da cui finalmente e' visibile la capanna
Margherita.
Scendere
nella conca
glaciale costeggiando la Parrod mentre al panorama
si aggiungono la nord del Lyskamm e il Cervino, lasciare a destra il colle
Sesia e puntare alla depressione tra la Zumstein e la Punta Gnifetti.
Risalire
l'ultima rampa
e giungere in breve alla vetta della Punta
Gniffetti dove sorge il rifugio più alto d'Europa:
la Capanna Regina Margherita
m. 4.559.
Ora
il consiglio e' quello di pernottare per godersi a pieno il panorama
sulla pianura padana (si vede Milano!) , uno
splendido tramonto, un'indimenticabile
alba e soprattutto la possibilità di aggiungere una serie di vicini
e accessibili 4000 alla propria collezione (ce ne sono ben 7).
L'unico
"problema" è che dormire a quella quota è una dura prova per
l'organismo e un manifesto avvisa che sicuramente starete male!
Un
altro "inconveniente" sono i prezzi di cibo e bevande (5 euro una lattina di coca, ma è comprensibile vista l'altitudine) e la
mancanza totale di acqua e di specchi (a qualcuno non lavarsi e non
vedere in che stato si è ridotti può dare fastidio).
Dopo
il mal di quota
notturno (si pensava peggio) e un thè caldo ci godiamo gli splendidi
colori dell'alba e lasciamo
a malincuore la Capanna in direzione di un altro 4000.
Si
può scegliere tra:
PUNTA
PARROT m. 4.036 2h F per cresta
PUNTA
DUFOUR m. 4.634 2h AD
ZUMSTEIN
m. 4.563 1h F per neve e roccette
LUDWINGSHOHE
m. 4.342 2h F panettone
CORNO
NERO m. 4.322 2h PD per ripido pendio
BALMENHORN
m. 4.231 2h F al Cristo
delle vette
PIRAMIDE
VINCENT m. 4.215 2h30 F panettone
Dopo
l'ascensione che avete scelto di compiere non rimane che ridiscendere tra
ghiacciai e pietraie fino al passo dei salati seguendo lo stesso
itinerario di salita e concludere agli impianti una splendida avventura.
(attenzione
controllare gli orari dell'ultima corsa se non volete arrivare a piedi
fino a Stafal!)
NOTE:
un'esperienza stupenda tra scenari e colori magnifici e senza particolari
difficoltà; ciò non toglie che si tratta comunque di un'ascensione
alpinistica e soprattutto svolta ad alta quota, quindi sono essenziali le
conoscenze di cordata e progressione su ghiaccio, un'attrezzatura adatta e
un' equipaggiamento per il freddo intenso e il rispetto per la montagna.
Relazione di
Erik Rosazza
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