CASTORE M. 4.226


 

Località di partenza: Stafal m. 1.823

Dislivello m.: 2.403

Difficoltà: F+ corda, picozza, ramponi

Ore: 1° giorno 3h30, 2° giorno 2h30

Periodo: luglio, agosto, settembre

DIFFICOLTA' E INDICAZIONI

clicca sulle immagini per ingrandirle

ponte sulla  cresta per il rif q. sella

.

.

cresta attrezzata

.

.

rifugio q. sella

.

.

 verso colle Felik

.

.

cresta finale

.

.

.

.

cima del castore

.

.

 

 

Dal parcheggio di Stafal, che si raggiunge risalendo l'intera valle di Gressoney, prendere prima la funivia e poi la lunga seggiovia che porta fino al colle di Bettaforca (m. 2.662). 

Da qui seguire il sentiero che, tra pietraie e sfasciumi, porta al passo di Bettolina (m. 2.905) e poi ad una cresta rocciosa attrezzata con corde fisse e scorrimano.  

Il suo superamento non presenta particolari difficoltà ma puo' diventare insidioso in caso di pioggia o di rocce umide e scivolose. Dopo l'attraversamento di un ponte di legno e le ultime zone esposte si arriva finalmente al pianoro dove sorge il rifugio Quintino Sella (m. 3.585) e da cui si vede la Punta Castore (3h/3h30).

 La struttura è accogliente per il pernottamento, il cibo è ottimo e i gestori sono molto simpatici, l'unico inconveniente è il bagno, posto in un baracca a 20 m dal rifugio, con lunghe e fredde code. 

Dopo uno stupendo tramonto e un'ottima cena andiamo subito in camera a dormire (anche se sono solo le 21.00) visto che la sveglia sarà alle 4.30.

Il risveglio presenta una brutta sorpresa, siamo a fine agosto e nevica, la delusione è sugli occhi di tutti gli alpinisti; per noi è la seconda volta, infatti l'anno precedente a luglio avevamo rinunciato per lo stesso motivo.

Poi, verso le 7.30, l'imprevedibile, un sole magnifico squarcia le nuvole e riaccende la nostra speranza, il cielo non è limpidissimo, ma un tentativo si può fare.

Partiamo in cordata su ghiacciaio di Felik insieme a pochi altri, la maggior parte degli scalatori sta scendendo a valle mentre un temerario si getta col parapendio e vola sulla vallata.

Dopo piccole salite e alcuni piani attacchiamo un ripido pendio che porta alla cresta aerea fino al colle Felik (m. 4.061). Qui la visibilità peggiora, decidiamo comunque di continuare e dopo saliscendi e creste affilate arriviamo finalmente in vetta (m. 4.226) 2h30.

Purtroppo il panorama è uno scenario di bianco assoluto, non si vede differenza tra neve e nuvole, non ci rimane che tornare al rifugio per pranzare con un po' di amarezza per lo spettacolo perso.

Come se non bastasse scendiamo poi al colle di Bettaforca tra tuoni e fulmini per poi arrivare a Stafal tutti bagnati ma con un caldo sole; è proprio vero, in montagna il tempo cambia in fretta!

NOTE: l'ascensione nel complesso non presenta particolari difficoltà, prestare comunque attenzione alle affilate creste prima della cima e agli improvvisi cambi di tempo, può essere facile perdersi con scarsa visibilità.

Relazione di Erik Rosazza

cresta attrezzata

.

.

al rifugio q. sella

.

.

Castore dal rifugio

.

.

colle Felik

..

.

.

.

cresta del castore

.

.

 

.