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Da Courmayeur
risalire la strada per la Val Veny e raggiungere
il posteggio di Plan Veny (1.560 m.), nella zona Pic-Nic,
imboccare la sterrata per Freney che si inoltra nel bosco
attraversando la Dora su un ponte, si devia a sinistra (segnavia
7) e tra le conifere si giunge in una zona detritica.
Superare i rami del
torrente su due passerelle e seguire il vecchio sentiero per il
Rifugio Monzino che con numerose svolte porta ai piedi delle prime
placche rocciose che si passano agevolmente con l’ausilio di
catene.
Proseguire sul
ripido sentiero e per residui morenici raggiungere la base della
parete rocciosa alta un centinaio di metri, attaccarla con facile
arrampicata aiutandosi con le numerose catene e gli scalini in
ferro, non difficile, ma problemi potrebbero insorgere se si
incontra gente che scende. Superato questo
tratto verticale si sbuca sui pendii erbosi m. 2.300 dello Chatelet
e in breve si giunge al Rifugio Monzino m. 2.580 in 2 ore e 30
minuti.
Dal Rifugio proseguire sul dosso
erboso e seguire gli ometti, prima della pietraia una traccia
porta a destra su terreno detritico e continua verso nord sino ai
piedi di un grande e ripido cono nevoso.
Rimontarlo e raggiungere
una serie di placche lisce e spesso bagnate (caduta sassi) per poi
superare, stando sulla destra, una serie di rocce ll° grado e
continuando su terreno vario, a volte ghiaioso, ma mai obbligato,
puntando alla cresta SE.
Quest’ultima si può
raggiungere in vari punti, si consiglia di puntare ad un canalino
innevato sino a fine stagione che porta ad un panoramico colletto
dove si inizia agevolmente la salita in cresta, si arrampica su
roccia buona passando prevalentemente a destra i tratti più
impegnativi lll° grado, superare dei tratti aerei ed esposti sino
a giungere all’anticima m. 3.617.
Proseguire sull’affilata
cresta nevosa e su placche e misto raggiungere la vetta m. 3.730
(ore 4,30 – 5); il panorama e ridotto, ma mozzafiato,
dominano lo sguardo le imponenti roccie granitiche del Monte
Bianco, visibile per le creste di Peuterey, spicca l’Aiguille Noire de
Peuterey, dell’Innominata e del Brouillard.
Per la discesa percorrere
la cresta Nord su rocce rotte e neve ripidacon l’ausilio di 3
doppie (soste attrezzate con cordini) e raggiungere il Colle del
Freney m. 3.641. Da qui consigliamo di salire ai
poco più alti bivacchi Eccles (Crippa m. 3.850 e
Lampugnani m.
3.860) rimontando il ripido pendio ghiacciato e superando un
tratto di misto e roccette.
Discesa:
ritornati al Colle del Freney
scendere sul ghiacciaio del Brouillard tenendosi sotto la parete
Ovest della Punta Innominata per evitare la parte bassa molto
seraccata. Continuare la diagonale sino ad
abbassarsi in una zona molto screpacciata che porta ad aggirare
una bastionata rocciosa, proseguire sulla sinistra per nevai e
raggiungere la morena ai piedi della parete Sud dell’Innominata:
Scendere su terreno detritico e imboccare il sentiero che porta al
Rifugio Monzino e poi a valle.
Note:
bellissima ascensione su buona roccia in una zona magnifica, ma
poco frequentata; molto lunga la discesa su un ghiacciaio sempre
più tormentato.
Relazione
di Erik Rosazza
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