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Da l’Argentière
(Francia) abbiamo preso la funivia per i Grands Montets (17,30
euro a testa) e dal colle (3233 m.) alle 9.30 circa siamo scesi in
traverso lungo il Glacier des Rognons passando a monte della
Piramide d’Argentière (2866 m.) fino ad arrivare sul Glacier
d’Argentière ai pianori
all’altezza del rifugio d’Argentière.
Qui abbiamo messo le
pelli e, costeggiando sul lato sx. idrografico in falsopiano Les
Droites, si raggiungono Les Courtes: si supera la parete nord, lo
sperone nord-nord-est, il canalone sovrastato dai seracchi e
finalmente si risale il conoide della parete NORD-EST, raggiungendo
la terminale. Qui con picca e ramponi (e sci sullo zaino!) abbiamo
superato la terminale sulla dx., risalendo poi il lungo pendio (in
tutto 800 m; il nome Courtes è ironico!) che aumenta di pendenza
nell’ultimo tratto, arrivando sui 50°. La prima parte del pendio
aveva neve inconsistente, solo parzialmente portante, mentre in alto
la neve era sempre più dura, finendo in ghiaccio negli ultimi
metri.
TRAVERSATA:
Raggiunta la cresta sommitale, si procede salendo verso la cima,
alternando tratti esposti a tratti di misto. Si attraversa la cima
passando a fianco della spalla ovest (3841 m.), della punta 3765 m. e,
sempre su percorso nevoso/glaciale, si scende al Col de la Tour des
Courtes (3720 m.), arrivando alla base della Tour des Courtes.
DISCESA:
Da qui abbiamo calzato gli sci e
sceso il ripido pendio tendenzialmente verso dx, traversando poi
ancora a dx (evitando così in basso dei salti rocciosi), scendendo
poi, senza percorso obbligato, il pendio che si allarga sul
“pianeggiante” ed ampio Glacier de Talèfre. Qui due possibilità:
1) si può passare a dx (senso di discesa) dei seracchi sottostanti
al rifugio Couvercle lungo uno dei canaloni, se l’innevamento lo
consente (altrimenti ci sono delle placconate di granito lisciate
dal ghiacciaio). 2) allontanarsi
decisamente dal rifugio Couvercle verso sx, individuare un passaggio
quasi obbligato lungo una morena, puntare ancora a sx fino ad
arrivare ad una ripida morena alta 50/60 m. Se l’innevamento lo
consente, scendere con gli sci (ripido), altrimenti ci si può
aiutare con una doppia (cordini presenti).
Se le temperature
sono elevate, la morena – esposta a sud – scarica notevolmente!
Scesi così sul Glacier de Leschaux, si raggiunge facilmente la Mer
de Glace, lungo il percorso della Vallée Blanche. Se
l’innevamento è ormai scarso in basso si punta alla grotta di
ghiacciaio (1834 m.), per poi prendere le telecabine che salgono a
Montenvers e da qui il trenino per Chamonix (ultima corsa 16.30.
Prezzo salita telecabina e discesa in treno 12,40 euro). Dalla
stazione di arrivo di Chamonix bisogna attraversare il ponte
(direzione nord-ovest), arrivando alla biglietteria degli autobus.
Dall’angolo della strada si prende il bus extraurbano che (per
1,50 euro a testa) ci riporta direttamente alla macchina, alla
partenza della funivia per i Grands Montets.
NOTE:
dislivello totale: in salita 1000 m circa, in discesa (fino a
Montenvers) 2300 m. circa. Attrezzatura da ghiacciaio; è
sufficiente una piccozza. Non abbiamo usato la corda, anche se è
conveniente averla con sé. Casco indispensabile. E’ ovviamente
possibile spezzare la gita in due giorni, dormendo al rifugio
d’Argentière. Consigliamo questa gita in inverno/primavera
(condizioni permettendo), mentre la sconsigliamo in estate, perché
la parete prende decisamente troppo sole e molto presto.
Relazione
di Stefano Pivot
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