|
.
.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.
.

.
.
.
.
.
.
|
|
Da
Courmayeur proseguire sulla statale 26 verso il tunnel fino a
raggiungere LA PALLUD, all'imbocco per la val FERRET. Qui
prendere la funivia che porta prima al rifugio PAVILLON (m.
2.180) e poi al rifugio TORINO vecchio (m. 3.338). Con
una piccola cabinovia si giunge in breve a Punta Herbronner (m.
3.462).
Scendere sul ghiacciaio e
dirigersi a destra in direzione del Dente del Gigante, passare
sotto l' Aiguille Marbré e risalire il pendio che porta alla base di un
canalino innevato sulla sinistra. Risalirlo sino al colletto e
proseguire a destra su sfasciumi sulla cresta, arrivati ad una
sosta con cordini colorati si può proseguire la salita sia a
destra che a sinistra, considerando che la seconda direzione porta
ad un lungo tratto di neve ghiacciata con sotto uno
scivolo ripido e pericoloso, che però fa risparmiare un po' di
tempo nella salita alla gengiva, mentre a destra si continua su
sfasciumi. Giunti sulla cresta nevosa continuare sino alla base del dente (2
ore), lasciare gli zaini sotto la parete sud, più a sinistra
possibile, da dove partono sia la Normale al Dente che la Geant
Branché.
1° tiro (5): Lungo il primo tratto trovate, dopo circa 8
metri e dopo aver passato il grosso chiodo della Normale, due
cordini vecchi che precedono il passo più duro del tiro.
2° tiro (4 - 5+): Seguire la verticale che non presenta
alcun chiodo (non convergere a sx anche se è piu' facile), si
trova poi un diedro non banale sino in sosta.
3° tiro (4 - 5): Grande diedro piuttosto semplice ma da
interpretare e un pò tecnico.
4° tiro (4+): Dalla sosta si vede un chiodo verso la metà del
tiro, sempre in verticale. Si finisce poi sui
cordoni fissi della normale sino in cima, continuare sulla cresta
per raggiungere l'altra punta ove è posta la madonnina.
Impressionante il panorama da ogni parte si guardi!
Discesa: scendere
alla base del colletto prima della punta con la madonnina dove si
trova la sosta per le doppie. Con tre calate (corde da 60 m)
si arriva sul nevaio, a destra della Burgasser (parete sud),
l'ultima è di 10 metri.
Per il ritorno si consiglia di seguire le tracce che subito
portano sul versante sud e poi, aggirato un grosso sperone verso
destra, sul versante ovest. La discesa è ben evidente e
facilitata, di tanto in tanto, da ometti.
Note:
splendida salita in un ambiente
superbo, lungo la via ci sono due friends abbandonati, che fanno
sicuramente comodo, mentre le soste sono tutte composte da vecchi
chiodi e cordini abbastanza buoni, ma sempre in punti non troppo
esposti e soprattutto comodi. Via comunque poco chiodata e quindi
utili cordini, friends CAMP dall' 2 al 6 e nuts. La via, comunque,
rimane sempre nella direzione del primo tiro senza mai avvicinarsi
troppo alla normale, tranne l'ultimo tiro. Per chi effettua la
salita in giornata attenzione all'orario dell'ultima funivia!
Relazione di David
Cantore
|
|
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
..
.
.
.
.
.
.
.
|