rifugio aosta
 
RIFUGIO AOSTA m. 2.781
- VALPELLINE -
     
 
     
Località di partenza: diga di Place Moulin, Valpelline (m. 1.950)
Quota di partenza: 1.950 m.
Quota di arrivo: 2.781 m.
Dislivello: 831 mt.
Posizione: sulla sinistra orografica del ghiacciaio Tsa de Tsan, alla testata della Valpelline
Difficoltà: EE
Ore: 7 a/r
Periodo: luglio, agosto, inizio settembre
     
rifugio_aosta
Nella foto il Rifugio Aosta, inaugurato nel 1907 e distrutto da una valanga nel 1951
Ricostruito nel 1956 e poi nuovamente danneggiato da una tempesta nel 90, viene riaperto nel 1995.
Immerso in un ambiente selvaggio e spettacolare il rifugio è molto accogliente e dotato di docce
In dettaglio, vi illustriamo tutto il percorso di salita per raggiungerlo.
Splendida escursione in Valpelline, ma che richiede qualche attenzione in particolare sui tratti attrezzati.
     
rifugio_aosta
alla diga di Place Moulin di mattina (ghiacciaio della Piccola Muraglia)
     
rifugio_aosta
costeggiando il lago di Place Moulin
     
Il percorso che porta dalla diga di Place Moulin al rifugio Aosta è riservato agli escursionisti abbastanza allenati,
data la lunghezza.
Il rifugio sorge infatti nella parte alta della Valpelline, lontano dal fondovalle.
Non vi sono oggettive difficoltà da superare, occorre fare attenzione però al tratto finale attrezzato e al guado del
torrente Braoule, privo di ponte nel 2011, le cui acque diventano piuttosto impetuose specialmente di pomeriggio.
Il dislivello non è poi molto, tanto che la maggior parte dell'itinerario di svolge in falsopiano o leggera salita,
almeno fino all'arrivo delle rocce sotto al rifugio.
     
rifugio_aosta

nei pressi del rifugio Prarayer

     
L'uscita autostradale è sempre quella di Aosta che porta verso la Valpelline, imboccando il tunnel che porta anche al
Passo del Gran San Bernardo.
Si prosegue fino a raggiungere Bionaz e da qui si imbocca la strada che porta alla diga di Place Moulin. Consiglio di
partire molto presto la mattina, data la lunghezza del sentiero, specie se l'escursione viene effettuata in giornata.
     
rifugio_aosta
traversata del torrente Braoule di mattina
     
Dal parcheggio della diga si costeggia il lago sulla sinistra percorrendo un sentiero molto largo e praticamente in
piano.
In un'oretta circa (di buon passo anche meno) si arriva al rifugio Prarayer, all'altra estremità del lago.
In una giornata di pieno sole vale la pena di scattare qualche foto alle acque del lago per coglierne le luci e i riflessi,
così come ai ghiacciai che lo sovrastano, ancora in ombra alla mattina.
     
rifugio_aosta
inizio del tratto a mezza costa
     
Dal rifugio si prosegue in direzione nord verso la parte più solitaria della valle.
Il sentiero è sempre ben segnalato; all'inizio si attraversano dei pianori erbosi e un piccolo bosco, fino a spuntare
sulle rive del torrente Braoule.
Qui fino a poco tempo fa erano presenti dei ponti che consentivano il passaggio sull'altra sponda ma al momento in
cui io ho effettuato l'escursione nel 2011 di ponti non ve ne erano.
     
rifugio_aosta
sul sentiero
     
Chiaramenti visibili i segni di frane scese dal monte Brulè che hanno bruscamente interrotto il sentiero. L'unica
soluzione consiste nel superare il torrente, operazione fattibile di mattina con un salto sulla riva opposta (senza bagnarsi):
più problematica la cosa al pomeriggio a causa della portata maggiore d'acqua del torrente.
     
rifugio_aosta
nel pianoro di Tsa de Tsan costeggiando il torrente Buthier
     
Inspiegabilmente il ponte non è stato ricostruito creando così difficoltà a coloro che volessero raggiungere il rifugio e
facendo rinunciare altri proprio in questo punto.
Superato il Braoule si recupera il sentiero chiaramente visibile e ci si inoltra nel bosco fino ad arrivare al larice
secolare "Larix Decidua", una pianta di ben 500 anni.
Si prosegue in leggera salita a tornanti fino ad imboccare il sentiero a mezza costa che porta nel vallone di Tsa de Tsan,
nella parte alta della Valpelline.
     
rifugio_aosta
il ghiacciaio di Tsa de Tsan, dal sentiero
     
rifugio_aosta
una lingua del ghiacciaio della Grande Muraglia
     
Da qui, guardando bene, appare già il rifugio.
Il sentiero ora diventa davvero agevole (essendo quasi in piano) e si snoda fra erbe e massi a poca distanza dal
torrente Buthier che scorre dal ghiacciaio di Tsa de Tsan, ben visibile a nord.
Il mio consiglio è di non perdere lo spettacolo che man mano offre anche il ghiacciaio posto alla propria destra in alto,
ghiacciao della Grande Muraglia, davvero impressionante con le sue continue lingue che scendono dalla vetta dei monti.
Sosta e foto obbligatorie quindi.
     
rifugio_aosta
cascata
     
Al termine del tratto pianeggiante si riprende a salire lungo una morena fino a portarsi nella parte ancora superiore
del vallone, dove dal ghiacciao Tsa de Tsan ha origine il Buthier.
Il paesaggio ora assume un aspetto quasi lunare, la vegetazione è praticamente scoparsa.
Indubbiamente una delle valli più isolate della val d’Aosta.
     
rifugio_aosta
un'altra lingua di ghiaccio
     

Siamo nei pressi del piccolo laghetto del Buthier; inizialmente sulla sinistra ci si sposta poi verso destra passando
su di un ponticello, seguendo i segnavia e gli ometti presenti.
Fino a pochi anni fa bisognava superare un breve tratto su ghiacciaio prima di portarsi sotto le rocce per l’ultimo
tratto attrezzato.
Seguendo e costeggiando il laghetto invece oggi si arriva comodamente in vista delle scalette metalliche senza alcun
passaggio con ramponi.

     
rifugio_aosta
in vista del rifugio aosta
     
rifugio aosta
il laghetto del Buthier
     
rifugio aosta
al laghetto
     
La salita, comoda fin qui, si fa di colpo più impegnativa, dovendo superare il tratto con catene e scalette.
Chi è abituato a questo tipo di percorsi non incontrerà alcuna difficoltà, tuttavia segnalo che il tratto è più impegnativo
di quello affrontato ad esempio per raggiungere i rifugi Nacamuli e Chiarella e quindi occorre prestare
sempre la massima attenzione.
     
rifugio_aosta
all'imbocco del tratto attrezzato
     
Sono due i tratti di roccia attrezzati, entrambi presentano catene e pioli di ferro infissi nella roccia (non sempre
ravvicinati).
Si sale adagio lungo questo tratto sempre accompagnati dal rumore della cascata che scende dal sovrastante ghiacciaio
Tsa de Tsan fino a percorrere un ultimo tratto in salita a tornanti su roccia e erba prima di giungere al rifugio.
Da qui panorama magnifico sul vallone Tsa de Tsan, sulla Valpelline (anche se un po’ nascosta), sul Mont Brulè e
sulla seraccata del ghiacciaio Tsa de Tsan.
     
rifugio_aosta
primo tratto con catene
     
rifugio_aosta
.... e con pioli metallici ....
     
rifugio_aosta
uno dei punti più duri
     
rifugio_aosta
superato il primo tratto attrezzato, panorama sul vallone Tsa de Tsan
     
rifugio_aosta
cascata e ghiaccio
     
rifugio_aosta
2° tratto attrezzato
     
rifugio_aosta
la seraccata dello Tsa de Tsan
     
rifugio_aosta
il Rifugio Aosta
     
rifugio_aosta
il ghiacciaio della Testa della Valpelline con il Dent d'Herens
     
rifugio_aosta
Tsa de Tsan
     
La discesa al rifugio Prarayer e quindi alla diga di Place Moulin si effettua per il medesimo percorso di salita,
prestando di nuovo attenzione al tratto su catene e soprattutto al torrente Braoule, da guadare almeno finchè non
verrà messo un nuovo ponte.
Il rischio, come è successo a me, è di andare sotto mezza gamba anche con un salto ben ponderato.
     
rifugio_aosta
panorama dal Rifugio Aosta
     
rifugio_aosta

il torrente Braoule di pomeriggio

     
rifugio_aosta

ritorno a Place Moulin

     
rifugio_aosta

al rifugio Prarayer di pomeriggio/sera

     
Discesa: per l'itinerario di salita
Note: escursione lunga ma non molto faticosa, attenzione sul tratto attrezzato.
Informarsi preventivamente sulla presenza o meno di un ponte sul torrente Braoule

Relazione e fotografie di: Daniele Repossi