BIVACCO ETTORE CANZIO m. 3.810
- VAL FERRET -
     
     
Posti letto: 8
Difficoltà: D corda picozza e ramponi
Tempo di salita: 6 h dal rifugio Torino
Ubicazione: sul colle delle Grandes Jorasses
Proprietà: C.A.A.I.
Acqua: di fusione

     
bivacco ettore canzio
     
Storia: costruito nel 1960 ricorda l'alpinista Ettore Canzio
Ascensioni: Grandes Jorasses m. 4.208, Aiguille de Rochefort m. 4.001
Note: il bivacco serve principalmente per la difficile attraversata dal rifugio Torino alle Grandes Jorasses
per la cresta di Rochefort

Sito all'estremità occidentale del Colle delle Grandes Jorasses nello stesso luogo in cui era stato piazzato
nel 1950 il bivacco Città di Monza, precipitato sul versante italiano poco più di un anno dopo. Ricorda Ettore Canzio fondatore del CAAI, esploratore della Vapelline e primo salitore della Verte dal Nant Blanc con i Gugliermina e Lampugnani

Posti letto: 8
Arredato, con coperte e materassi, tavolo ribaltabile e panche.
Accesso: oltre agli accessi diretti, si può raggiungere il bivacco anche dal Rifugio Torino attraverso la cresta
di Rochefort (Aiguille, Dome e Calotte de Rochefort).

Accesso diretto dalla Val Ferret.
dal rifugio Boccalatte seguire la via normale delle Jorassaes fin sotto il Reposoir; di qui attraversare al meglio il ghiacciaio di Planpincieux in direzione del gran canalone del Colle delle Grandes Jorasses.
Valicata la crepaccia in corrispondenza delle roccette inferiori, sponda sinistra orografica, risalire il canalone,
nel suo tratto inferiore uniforme e nevoso, continuando a sfruttare o costeggiare le rocce della sua sponda
sinistra orografica.
In alto giunti alla base di una muraglia abbandonare il canalone e raggiungere per una fascia di placche
verticali molto fessurate una spalla di blocchi instabili sullo spigolo della costola rocciosa del canalone.
Continuare per detto spigolo su massi accatastati, poi sottili cengie, caminetti e placche conducono obliquamente
verso destra (Est), sotto il dominio di altri strapiombi , a un piccolo avvallamento ad Est del Colle.

Fotografie: montagneinvalledaosta.com