Località di partenza: Pila mt. 1800
Dislivello e lunghezza: 1097 mt. all'attacco della ferrata + 700 mt. circa di percorso attrezzato
Difficoltà escursione : EE con passaggi continui su ferrata
Difficoltà ferrata: EEA
Attrezzatura:
da ferrata (casco, imbracatura, cordoni e moschettoni con dissipatore)
Ore:
3,5 h fino all’attacco. 3-4 ore fino in vetta . 4 ore per la discesa
Periodo: luglio, agosto, settembre |
Da Aosta si seguono le indicazioni per Pila , si risale tutta la strada regionale 18 sino ad arrivare al primo parcheggio posto nei pressi dell'arrivo della cabinovia Aosta-Pila.
Raggiungere il lago di CHAMOLE' usufruendo dell' omonima seggiovia o a piedi risalendo il sentiero che taglia tra bosco e pista da sci.
Dal lago proseguire sulla sinistra, sino al COL REPLAN (2439m) per poi affrontare una ripida discesa, che porta al vallone di COMBOE' (2150 mt.). Attraversare la conca e risalire per pietraie il pendio ,che porta al caratteristico masso, dove è situata la diramazione per la via diretta alla Becca di Nona (SX)o per quella che passa prima per il bivacco FEDERIGO (DX) scelta da noi.
Risalendo tratti morenici e tracce di sentiero si vede luccicare in alto il ponte tibetano , si accede poi all'ultima ripida rampa che porta al COL CARREL (depressione tra la BECCA e la cresta dell' EMILIUS) dove è posto il bivacco FEDERIGO ZULLO (2907 mt.).
Da dietro il bivacco si attacca la cresta lungo una traccia di sentiero non protetta fino a raggiungere l'inizio del tratto attrezzato. Si prende quota seguendo il filo della cresta, tra gradini e cavi metallici con divertente progressione si arriva al gendarme dal quale spicca il ponte tibetano lungo una ventina di metri (1ora). Si attraversa il ponte su tavole di legno e cavi d’acciaio quasi rallentati dall’attrito dei moschettoni per poi riprendere la cresta fino a raggiunger lo spartiacque tra il vallone di Arbolle e quello di Comboé , qui il panorama spazia sulla Grivola,il lago gelato e la punta Garin.
Con aerei saliscendi si superano il Mont Ross di Comboé e il piccolo Emilius e si raggiunge la via di fuga della ferrata che scende per una ripida pietraia al sentiero per il rifugio Abolle (1 ora).
Continuando verso la vetta si incontra un breve tratto verticale superabile agevolmente grazie ai numerosi gradini. L’ultimo tratto che giunge al gendarme sommitale del Monte Emilius e’ la parte piu’ impegnativa e insidiosa della ferrata; alcuni metri di ripido nevaio non proteggibile potrebbero rendere pericoloso l’attraversamento fino a stagione inoltrata (neve ghiacciata). Seguono alcuni metri verticali che non sono stati attrezzati con gradini ma con un solo cavo d’acciaio probabilmente a causa della scarsa qualità della roccia, quindi il passaggio si supera con arrampicata su buoni appigli ma facendo attenzione a non scaricare pietre ai compagni sottostanti. Superato il punto chiave della gita si prosegue su pietraia con altri passaggi di ferrata sino a toccare la cresta sommatale che in breve raggiunge la cima del Mont Emilius m 3.559, (2 ore).
Discesa: dDalla cima si scende lungo il sentiero della via normale che porta al Colle dei Tre Cappuccini dopo una ripida e insidiosa pietraia (30'). Dal colle seguendo il segnavia n 14 si percorre il sentiero che raggiunge prima il Lago Gelato poi il lago di Arbolle e l'omonimo rifugio; da qui si risale su percorso ripido sino al Colle di Chamolè e si inizia la lunga discesa sino a Pila passando dal Lago Chamolè seguendo l’itinerario di salita.
Note: bella e panoramica ferrata, a tratti probabilmente troppo attrezzata e in altri dove magari serviva meno…..,divertente il ponte tibetano. Si può spezzare in due giorni la gita dormendo al bivacco Federigo (consigliato).
Da tenere in considerazione la lunga discesa dall’Emilius fino a Pila.
RELAZIONE ERIK ROSAZZA
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