Località di partenza: La Vachey mt. 1.642
Dislivello mt.: 2.147
Difficoltà: PD+ corda, picozza, ramponi
Ore: 1° giorno 3h 30 min, 2° giorno 3h 30 min
Periodo: giugno, luglio, agosto, settembre |
Da Courmayeur proseguire in direzione del tunnel, giunti ad un curvone (La Pallud) deviare a destra per la Val Ferret; risalire la vallata sino a La Vachey e lasciare l'auto nei pressi del torrente.
Passare il ponte e imboccare il sentiero che attraversa il bosco ed entra nell'ampio vallone morenico, il tracciato si perde e bisogna seguire i rari bolli gialli e gli ometti di pietra, attraversare il torrente e risalire un irto pendio erboso sul fondo della vallata.
Raggiunte le pareti rocciose si attraversa un ruscello e si sale sulla destra per rocce e placche con facile arrampicata (II grado) per circa 80 metri; si prosegue su sentiero ripido ed esposto sino ai resti del bivacco di Frebouze (mt. 2.360) per poi attraversare a sinistra su pietraie e placche sotto il Mont Greuvetta e infine su nevai si raggiunge il ghiacciaio di Frebouze (mt. 2.550).
Risalirlo leggermente sulla sinistra badando ai numerosi crepacci e puntando all' isolotto roccioso su cui si trova il bivacco;abbordare le rocce sulla destra e per placche raggiungere il Giusto Gervasutti mt. 2.835.
Se la terminale è molto aperta risalire il ghiacciaio sulla destra e raggiungere il bivacco dall'alto dell'isolotto roccioso.
L'ambiente e' davvero spettacolare, uno dei più belli del massiccio, la costruzione ha 8 posti ma stretti anche 10, (noi abbiamo dormito in 15!) peccato per la presenza dei topi (portatevi un gatto affamato).
Sveglia alle 4.00, fornellini accesi per la colazione, ultimi preparativi e si può partire.
Si risalgono le placche sopra il bivacco per immettersi sul ghiaccciaio di Frebouze, tenersi sulla destra per evitare la seraccata centrale passando successivamente sotto le pareti rocciose con un traverso a sinistra; trovare il passaggio migliore fra i crepacci e puntare ad una fascia rocciosa nell'ampia conca glaciale di destra.
Superare la terminale e risalire un ripido pendio, affrontare una serie di roccette e cenge con percorso misto mai obbligatorio per 90-100 m., uscire sul ghiacciaio sovrastante e tramite un tratto aereo portarsi decisamente a destra per raggiungere la cresta finale.
Percorrerla sino ad affrontare l'ultimo pendio (40° delicato) badando alle cornici, superare con facile arrampicata gli ultimi 50 m. di rocce e blocchi e toccare la cima mt. 3.789 (3h 30 min).
Il panorama è splendido su tutte le catene della Valle, incanta la vicina parete Nord delle Grandes Jorasses e tutto il massiccio del Bianco.
Discesa: ripercorrere l'itinerario di salita. |
NOTE: Splendida salita in una delle zone più belle e selvagge del massiccio, alcune difficoltà si possono incontrare nell'attraversamento dei ghiacciai, sempre più tormentati e crepacciati, e nelle rocce sommitali.
Relazione di Erik Rosazza |